La meraviglia dell’ombra gialloazzurra

Un enorme quadrato di ghiaccio galleggia in mezzo al negroni, fatto con un vermouth comprato all’ultimo momento dal pakistano dietro l’angolo. “E quindi cosa dobbiamo fare?”. La domanda casca sul tavolo in questo 25 aprile d’estate, a Bologna. “Quindi dobbiamo scrivere, dici?”. Così, al plurale, come se scrivere fosse un’operazione collettiva. Così, con quel sopracciglio alzato che è lo stesso … Continua a leggere

Come si fa con lo sugar push

Fumi bassi si alzano dalle campagne. I rami neri degli alberi, bislunghi, si slanciano contro il celeste; e disegnano risposte, messaggi misteriosi, domande mai fatte. È tutto uno scivolare di piani e prospettive, sotto un cielo trasparente come solo a dicembre. Mi piacciono le mattine così, perché sembrano cristalli pronti a spezzarsi, che tuttavia puoi proteggere e curare. Mi piacciono … Continua a leggere

Il giorno del Ringraziamento su questo divano

Ho sempre pensato che il giorno del Ringraziamento fosse qualcosa che succedeva nei telefilm: il tacchino con dentro la testa di Monica e quello/i da graziare di CJ, le quattro cene in una sera e le foglie gialloarancio di Stars Hollow, lo schiaffo di Marshall e poi tutti in piedi per mano a casa di Dawson a dirsi grazie per. … Continua a leggere

Mi piacciono d’ottobre

Settembre è sgocciolato via da qualche parte. Odiato e inutile come tutti i settembre del mondo. Un’accozzaglia di giorni così poco estate e così poco autunno. Tiepidi come le incertezze e le amicizie quasi finite. O le cose che sbiadiscono. Non mi pare comunque che ottobre per adesso abbia una faccia migliore. Vado la mattina a scuola in una specie … Continua a leggere

In orbita

A un certo punto della notte il terrazzo dev’essere esploso. Partito in orbita con pergola bruciacchiata, piante arruffate e tutti noi sopra, lanciati verso la luna e in mezzo alle nubi che si sfilacciavano nel cielo. Tutto quello che è successo prima era fatto di scoppi di sorrisi e cubetti di ghiaccio che rotolano per terra. Il campanello non smetteva … Continua a leggere

Quelli che son rimasti

C’è stato un momento in cui ascoltavo Fossati mentre fuori era buio e il teatro greco nascondeva le luci lontane di Oakland. Potevi nella notte vedere due occhi sgranati di cerbiatto, che ti fissavano. Un’apparizione misteriosa e struggente, nel silenzio, fra un’ombra e l’altra. Si restava con la bocca aperta, veniva da piangere e dirgli “Fermati, tu, che mi hai … Continua a leggere

La bici, i rami secchi e il giallo dei narcisi

Una strana rivoluzione capita da queste parti. Dal nulla sono diventata una che gira con un tappetino da yoga arrotolato in spalla; una che cerca la sua bici bianca giù in cantina, pensando di usarla. Chissà. Forse l’odiata primavera, forse la pesantezza di certe giornate piene di tutto ha portato qua di fronte, concreta, la voglia di linee semplici, di … Continua a leggere

Come il blues

La nebbia ci ha inghiottito in un solo boccone e abbiamo viaggiato per un tempo indefinito dentro il nulla. Un silenzio bianco, giallo-lampione, attutiva suoni e pensieri. Le ruote sull’asfalto erano immobili. Si andava da fermi, incerti se saremmo arrivati davvero mai. Il teatro e i triple step che battevano sul legno sembravano come scomparsi: avvoltolati e chiusi tutti dentro … Continua a leggere