La borraccia nera

La mia borraccia nera con la scritta gialla – Umbria jazz – è ammaccata. L’ho scoperto stamani appoggiandola, come sempre faccio, sulla cattedra. Il fatto ha creato in me una specie di sussulto; una crepa nell’ordine normale delle cose si è aperta lasciandomi sospesa, perplessa. Quando è successo? Voglio dire: quando la borraccia è caduta e ha sbattuto così forte … Continua a leggere

Loro

Cosa può fare un cappotto rosa shocking. Cosa possono dei Doctor Martens con la suola grossa e la cerniera davanti. Finisce che vai a scuola praticamente invincibile. Ci son mattine così, che potresti fare tutto: tirar su un’ala nuova dell’edificio con i banchi da sistemare come e dove piace a te, riscrivere da cima a fondo tutto Il Principe e … Continua a leggere

Tutti lo sentiamo

Sono ripartite le gite scolastiche, le cene di pesce e le prenotazioni americane. Tre cose apparentemente distanti eppure, per me, molto vicine. Forse perché passerei tutto il tempo a mangiare vongole e ballare in salotto; o scattare fotografie agli alunni sull’Arno quando è grigio e intorno pioviscola; o pensare come si sta in quell’angolo del Lower East Side con l’insegna … Continua a leggere

Stardust memories

So perfettamente dove eravamo e quando: proprio nell’istante prima che si sollevassero le mongolfiere in Stardust memories. Tutti col naso in su a guardare il cielo, le luci appese nel vento, i gazebo bianchi e quelli che andavano via senza voltarsi indietro. Tutti ad aspettare che gli alieni tornassero a dirci qual è il senso della vita e che viviamo … Continua a leggere

Dove io sono io

A un certo punto ho pensato che mi esplodesse il cuore. Il cuore schizzato fuori dal petto, il cuore nelle tempie, nei polsi, nelle gambe. Sto ballando su un terrazzo pieno di luci e non so bene se questo è un ricordo, un desiderio o il presente che scorre. Ho pensato però che non è importante rispondersi, ma perdersi lì … Continua a leggere

Il profumo

Il profumo delle serate in cui si balla è il mio. La rivelazione mi arriva d’improvviso, con singolare certezza. Solo che adesso non si balla più; allora ogni volta che me lo spruzzo e poi lo porto in giro fra i capelli, si spalancano davanti a noi mondi lontanissimi. Quando s’indossavano papillon e tacchi dorati, ci si tenevano le mani … Continua a leggere

Tutto di plastica

Due notti fa ho letto uno Steinbeck che diceva così: “Io ho sempre vissuto in maniera violenta, bevuto moltissimo, mangiato troppo oppure nulla, dormito dodici ore filate oppure perse due notti di sonno, lavorato troppo sodo e troppo a lungo per la gloria, oppure oziato per qualche tempo in un’estrema pigrizia. Ho tirato, spaccato, alzato, salito, fatto all’amore con gioia … Continua a leggere

Lettere dalla cattività

Sono un’abbracciatrice. Una che ti vede e ti tocca: mano su braccio, mano su schiena, mano su mano. Se bacio per salutare bacio davvero, le labbra sulla guancia, col segno del rossetto che poi va cancellato. Mi trattengo solo quando so che a qualcuno dà fastidio. Ma patisco. Sono un’abbracciatrice e se uno è più alto di me e gli … Continua a leggere

Il divano

Per una che è cresciuta lato Tirreno, l’alba sul mare Adriatico è imprevista e bellissima. Ti sorprende mentre pensi che in un posto in mezzo alle Marche ci potresti anche vivere; così come in un paese sperduto dell’Umbria o in qualche casetta dai colori pastello consumati dalla salsedine vicino a Marina di Castagneto Carducci. Anche se sei tutta città e … Continua a leggere