C’è tempo

C’è tempo per la poesia. Del momento in cui vedrò l’alba dal treno e starò ascoltando forse Fresu o magari Conte oppure qualche canzone totem dei Radiohead e sentirò una specie di perfezione assoluta galleggiarmi intorno. C’è ancora tempo, per quando guiderò su su per quelle curve e mi sentirò così pienamente dentro a ciò che faccio da sorridermi da me sola dentro lo specchietto. E son sicura, son sicura sì che ci sarà un giorno, un’ora, un minuto in cui guarderò gli occhi di un ragazzetto, lui guarderà i miei e mi verrà da ridere così forte che lo farò. Oppure gli stessi occhi mi guarderanno e magari mi verrà da piangere – ma quello invece non lo farò, anche se mi sarò commossa per uno dei soliti miliardi di motivi per cui ti fanno commuovere i ragazzetti. C’è tempo, molto, per quella pausa in cui sarà bello prendere il caffè con una collega, tirare su col naso il fresco del cielo, guardarsi intorno e vedere quant’è prezioso quello che c’è, notare il verde, il grigio, il celeste, il bianco, il verde, il verde, il verde. C’è tempo. C’è tempo per quel momento di fine giornata in cui il dondolio del treno sarà la musica migliore di tutte e vedrò il sole entrare dal finestrino e ritagliare un triangolo di luce arancione sul sedile di fronte mentre fuori infuria un gelido inverno. C’è tempo, c’è tempo per tutto questo.
Intanto, si registra un vorticoso giramento di coglioni.

C’è tempoultima modifica: 2009-09-02T20:43:00+02:00da capecchi
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3 pensieri su “C’è tempo

  1. Stef, eh. Prevalentemente sì. E la vedo sempre più nera. Proprio non riesco a intravedere uno spiraglio.
    Viola, grazie. Davvero. Ma sarebbe bello sapere anche chi sei, invece che cercare di indovinarlo attraverso i tuoi indirizzi mail sempre diversi.

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