Recupero

Sono finite le lezioni di recupero. Era bello arrivare trafelati e un poco spettinati, portarsi i ragazzini fuori dall’aula, portarsi dietro il caffè e regalare biscotti e patatine, insieme a frasi di grammatica. Loro stavano lì e mi sorvegliavano, mi proteggevano. Erano un minuscolo drappello di innocenze strappate dall’aula e sistemate tutte per bene intorno alle mie spalle. Stavano lì e mi facevano da guardie del corpo. Non ero io che recuperavo loro, erano loro che recuperavano me. Mi piaceva star lì a sentirli ridere, vederli aprirsi in sorrisi e scrivere frasi su fogliacci che poi perdevano; oppure vederli a testa bassa e ripassare i loro schemi di storia e poi ripeterli. Un giorno nella piccola auletta spoglia a vista Montagnola; un giorno nella triste e cadente biblioteca con i pezzi di stoffa alla finestra per schermare la luce. Loro aspettavano queste lezioni con impazienza e forse mi accorgo solo adesso, un po’, anch’io. Che poi la campanella suonava, c’era la ricreazione, loro sfilavano uno a uno via da me e io me ne rimanevo da sola, nascosta, nessuno mi trovava chiusa là dentro, e facevo qualcosa oppure nulla ma rimanevo lì ad aspettare l’ora di entrare in classe.
Adesso invece son qui a casa. Devo ancora prepararmi, uscire, camminare sotto il brutto portico, sbirciare l’orologio sul muro sopra il tavolo dei bidelli, salire su di corsa e spengere l’oggettino. Devo ancora fare un sacco di cose.
Ma mi manca quell’ora del martedì. Era tutta pressata pigiata stretta e rimpiattata in un anfratto della mattina, fra scale aule e macchinette del caffè. Era un tempo non tempo che in qualche modo sfuggiva al normale corso delle ore. Un tempo rubato. Per questo prezioso.

Recuperoultima modifica: 2008-01-29T09:25:00+01:00da capecchi
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14 pensieri su “Recupero

  1. Il tempo non tempo che sfugge al normale corso delle ore è decisamente quello più prezioso. La mia famiglia bolognese, la mia camerina bolognese con tanto di pc a portata di mano galleggiano in una sorta di vacanza temporale e spaziale; persino i treni della stazione giù di sotto sembrano partire quasi a caso.

  2. Non so, ilgrandevuoto, se hai mai avuto lezione dalla Capecchi. Se è così non credo tu possa capire quanto possa sembrare allettante fuggire dalle lezioni di algebra e geometria solida e passare a divertenti ore con la Capecchi in cui il clima è decisamente più rilassato e piacevole… e poi un pò di ripasso non fa mai male. Tutto qui.
    …Quanto sarebbe piaciuto anche a me venire ai recuperi!

  3. Grande Marina! Cantagliele te al grandevuoto. Ma, comunque, sappi che è un bravo ragazzo, anche lui. E’ solo che ha alle spalle una terrificante, infernale – appunto – esperienza scolastica. In ogni caso, domani bacchettate sulle mani per tutti, così, per diffondere un sereno clima di terrore in aula.

  4. Ma si figuri, prof! Non voglio cantarle a nessuno!!! Era solo un’osservazione… si pensa ai recuperi come a qualcosa di tremendo ma se fatti come si deve e con insegnanti come si deve non sono nulla di orrendo, anzi, e di certo non si trasformano in ore di terrore decisamente poco profique.
    Mi dispiace che tu abbia avuto un’esperienza scolastica disastrosa, ilgrandevuoto, davvero. Tregua. Peace and love, ok?
    Comunque prof, il clima che abbiamo in classe è perfetto, non c’è bisogno di terrore, glielo assicuro!!! C’è chi ne fa già abbastanza per tutti i prof messi insieme…

  5. pace? che roba è?
    cmq…
    la mia esperienza scolastica non è stata disastrosa. Ho molti ricordi.
    Corse intorno a un pero, disegni alla lavagna, marce al passo intorno alla scuola…

    e poi in quinta un giorno mi hanno presentato mio cugino.

    Son cose che rimangono sai…

  6. già… che male!!! Sembrava tornata normale e invece oggi a rifarlo ho sentito una fitta tremenda! Ci stiamo distruggendo, prof!!! Dobbiamo resistere fino a martedì, però! Oddio… non ci credo che è così vicina la fine. Nooooooo!!!
    Effettivamente, ilgrandevuoto, ci stiamo dimenticando che cos’è la pace…

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