Marionetta

Sono, nell’ordine, stanca, scoraggiata, sfiduciata.
Tipo una marionetta di quelle che si muovono infilando le mani dentro; ma senza alcuna mano dentro.
Afflosciata.
Carte, richieste, letterine formali di autorizzazione, fogli su fogli inutili da compilare, sguardi supplici da provare, voci pacate che difficilmente trovo, in me, e paroline burrose che scivolino e ammorbidiscano.
Sonno.
Cibo in eccesso. Senza alcun senso.
Parecchie persone che trovo sciocche; e garrule. Meritorie di niente più che due ceffoni sonori nel viso; e via e andare, a molte centinaia di chilometri lontano, in modo definitivo.
Oggi mi sono guardata in parecchi specchi. Sempre all’improvviso, è successo. Che ho alzato lo sguardo ed eccomi. Ma mica ho riconosciuto la mia faccia. Avevo gli occhi cerchiati, mi pareva d’essere grigia. Grigina, diciamo. Solcata dal tempo, dalle cose, dalle vite altrui.
Che poi finisce che il troppo pieno ti svuota.
E la sera pare inaffrontabile, con ancora scritti da scrivere e vestiti da preparare.
Dunque chiudere tutto, se mi riesce.

Marionettaultima modifica: 2008-02-18T22:09:33+01:00da capecchi
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8 pensieri su “Marionetta

  1. In questi giorni ti sento un po’ stanca, o meglio, ti sento meno e quindi significa che sei stanca. Il che è anche umano. E te sei al tempo stesso umana e più che umana, ma persino per te è impossibile vivere costantemente al 150%. Mi dispiace aver lasciato scivolare via martedì sera, mi dispiace la prospettiva dei diversi martedì sera a venire che lascerò scivolare a Pistoia, ma così è. Dormi e goditi almeno un ballo bellissimo al giorno, lasciati ispirare dalle anime affannate e scrivi ciò che devi, visto che non puoi / non possiamo farne a meno.

  2. Sì, sì a volte è proprio necessario, utile per riordinare la troppa stanchezza del correre, correre. Spesso mi chiedo dove si corre e perchè! Eppure, nonostante le gambe non sorreggano più il peso e la testa sembra un grande bacino affollato, si continua, quasi a chiedere di più e poi ancora di più.

  3. Vale, Stef, grazie. So che ci siete sempre, anche se non fisicamente. E questo aiuta. Ma sì, solo un po’ di grigiore e stanchezza. Passerano. In fondo mi conoscete bene e sapete che non durano tanto, i miei umori bui. Vi abbraccio entrambe.

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