Temporale del primo settembre

Ma sì, temporale del primo settembre. Scendi e spazza tutto. Sciacqua le strade le facce i ricordi le abitudini. Picchia implacabile sui tetti, soffia ed estirpa. Bufera che arrivi dal nero dietro la stazione e resti sospesa là sopra per dieci, dodici, venti, trenta minuti. Poi ti schianti. Acqua scura, raffiche impazzite che urlano senza direzione, che sciabordano sul terrazzo, che mi spostano altalene e vasi di fiori in un orrendo e incomprensibile volapuk. Tempesta e seppellisci, affoga e affonda. Fai rotolare i suoni così come fai, con echi di mare e di stazioni che implodono fino a sparire. Ingoiati tutto, temporale di settembre. Fai sentire ancora quel ringhio bavoso, quell’insistenza cupa che solo i temporali improvvisi hanno, destinati a smettere all’improvviso, nello stesso scioccante modo in cui sono iniziati. Arrovesciati sui rientri, sul ritorno a casa di chi a casa non voleva tornare. Dilaga ovunque, ovunque ferisci di sferzate gelide. Non permettere a nessuno di sollevare gli occhi. Picchia, romba, soffoca. Cancella la tenerezza e il rimpianto, la paura e la solitudine, le ferite con altre ferite, lunghissime e scavate come solchi nella strada. Cancella l’estraneità. Lava, confondi, stravolgi, impaurisci e porta via. Tutto. Tutto quello che c’è. Resti solo un asfalto lucido, macchine capovolte, nessun umano, dopo.

Temporale del primo settembreultima modifica: 2008-09-01T18:54:03+02:00da capecchi
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