Stardust memories

So perfettamente dove eravamo e quando: proprio nell’istante prima che si sollevassero le mongolfiere in Stardust memories. Tutti col naso in su a guardare il cielo, le luci appese nel vento, i gazebo bianchi e quelli che andavano via senza voltarsi indietro. Tutti ad aspettare che gli alieni tornassero a dirci qual è il senso della vita e che viviamo a fare o perché facciamo le cose che facciamo. Tutti a chiedersi: ma stasera è la fine di qualcosa o invece l’inizio? Perché tutto si mescola insieme in questo modo, un modo che ci fa sentire liberi ma sgomenti, con un altro brindisi da fare che non sai se è l’ultimo o il primo? Non si sa. Nessuno sa nulla di domani, di quello che è successo alle vite degli altri in questi mesi lunghissimi, di ciò che davvero proviamo nell’attimo in cui la bionda ti stringe a sé ed è già partita. Siamo tutti da un’altra parte mentre siamo lì: le meravigliose città lontane che forse già un po’ odiamo, quello che vogliamo dire ma non diciamo, le persone cui pensiamo pur avendone paura. Intanto la musica ci permette di nasconderci e guardarci di nascosto, fra un lampaneggiare e l’altro, fra una scarpa tolta e un’altra indossata. Moonlight serenade nessuno la suona, stasera, ma noi la sentiamo lo stesso nelle orecchie, nelle mani, nelle spalle; perché l’ho detto: è quell’attimo lì delle mongolfiere e della sospensione delle risposte. Per forza allora sprofondiamo in quel Glenn Miller, in quel dondolarsi in mezzo alla notte e agli addii. E sì, questo è un ballo per davvero, mica pensavo stessimo scherzando. Ma aspettiamo l’ultima mongolfiera. Poi ce ne andiamo. E sarò io a dire quando.

Stardust memoriesultima modifica: 2021-08-04T14:53:53+02:00da capecchi
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