Secchi di plastica percossi a Times square

 c8f75d89289f375fc6b0a849345c9d04.jpg

Il fatto è che tu cammini a Times Square e magari incontri un percussionista pazzesco che suona su un secchio in plastica rovesciato, insieme a un compagno che ha montato una batteria proprio lì sul marciapiede. Il caldo picchia ma il restare non è certo messo in discussione. Perché insomma c’è la musica; la musica dei marciapiedi che hanno quell’odore di asfalto che gorgoglia e hot-dog e negozi di frutta. Stai lì e sai che tra un attimo il panorama sarà già cambiato: ti tufferai giù nella metropolitana e uscirai in qualche giardinetto ombroso dalle parti del Village. E’ una fine d’agosto, fa caldo, si è arrivati in macchina giù giù giù passando per Vermont, New Hampshire, Maine e Massacchusetts, apposta per inciampare nella cassetta su cui siede il percussionista. Non si può che essere felici; sentirsi quasi sudati dello stesso sudore che gocciola sulle bacchette in legno, a battere e ribattere e tempestare sul secchio, incuranti dei gradi e di altro che non sia musica. In una città che si scioglie in colate laviche di estate, memorabili perché le ultime non mutilate. Le ultime prima del crollo.

Secchi di plastica percossi a Times squareultima modifica: 2004-01-18T12:55:00+01:00da capecchi
Reposta per primo quest’articolo

Un pensiero su “Secchi di plastica percossi a Times square

Lascia un commento