Stasera festeggiare


Oggi mi valutano. Nel senso che si discute la mia relazione finale dell’anno di prova. Aula magna, solito vento d’Africa e gonna a grandi sfere bianche e blu notte, amuleto che più amuleto di così non si può. Oggi mi valutano. Ma che valuteranno, esattamente? Quello che ho scritto, come l’ho scritto? E per sapere davvero cosa ho fatto, se i ragazzi hanno imparato qualcosa, se sono cresciuti e se, soprattutto, sono stati felici come si fa? O perché non hanno invitato anche un gruppetto delle belve? Almeno tre o quattro, mica tutti. Giusto quelli che ho nominato nella relazione; oppure quelli di cui ho messo le foto. Io nella relazione ho fatto, per essere sicura di non dire cose che non pensavo, parecchio copia incolla da questo blog. Da tutti i discorsi di scuola e alunni che ho infilato, nel tempo, qua dentro. Comunque oggi mi valutano. I miei colleghi alla domanda “Portiamo un vassoio di pasticcini per offrirli a fine discussione?” hanno risposto “Perché?” e io mi sono sentita un po’ triste, però i vassoi li ho presi lo stesso e li porterò: sono entrambi enormi e contengono uno i salati uno i dolci. Sarebbe bello stasera festeggiare tutto questo. Perché è la fine ufficiale di questi mesi memorabili e l’inizio di qualcosa che continuerà, per me, per sempre: io dentro e fuori le scuole ci vivrò, non è che potrà succedere un qualche cataclisma che mi allontanerà di lì. E insomma, sì, davvero, mi piacerebbe festeggiare, sarebbe giusto e dolce farlo, vorrei invitare tutti gli alunni di quest’anno e anche tutti quelli che ho avuto negli anni scorsi, risalendo su su da Bazzano, Anzola, Granarolo fino a Pistoia. Fare una grande festa piena di musica e luci e ridere e sporcarsi tutti quanti le mani di dolci, gelati, patatine o altro. Bere, chi può, fino a stordirsi un po’. E poi ballare, anche musiche brutte, che importa, ma ballare tanto, tutta la notte, e poi addormentarsi tutti insieme buttati un po’ gli uni sugli altri. Molto molto felici. Molto molto innocenti. E sereni.

 

Stasera festeggiareultima modifica: 2007-06-27T13:38:51+02:00da capecchi
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7 pensieri su “Stasera festeggiare

  1. Ci sono passato anch’io, non molto tempo fa, per quel tratto di mare. Dopo l’anno di prova anch’io li avevo portati con me come compagni di viaggio, i ragazzi, nella relazione sul laboratorio teatrale. La mia tesi di laurea era anonima, sul frontespizio delle 20 paginette per entrare in ruolo c’erano invece tutti i nomi dei componenti di una terza media. “Ai miei attori senza fingere mai”, c’avevo scritto. Poi il Preside simpaticone mi aveva fatto entrare in un aula – il suo ufficio – messa sottosopra e mi aveva fatto sedere su un banco che avrà avuto 90 anni, pezzo da museo, col calamaio. Una cosa decisamente goliardica, che non ti auguro. Io passavo e passo un po’ per matto, uno che usa metodi strani e innovativi, lui voleva dimostrarmi che non era da meno. Il clima che mi aspettavo era da Giuramento di Ippocrate, e non avevo portato neanche i pasticcini. Solito cafone. Mentre parlavo e parlavo mi rendevo conto di come in quel mondo si entra e si esce senza passaggi di quel genere. Entrato c’ero entrato da un pezzo, il primo giorno in una classe. Uscirne potrebbe capitare in qualsiasi momento. Trattasi di incantesimo, e gli incantesimi si sa…
    Ben arrivata collega, preparati a “ricostruire” burocraticamente la tua carriera (una fatica immane) e continua a raccontare, che quello che racconti, a me e ai miei alunni, Ci piace un bel po’.

  2. Magari si potesse fare!!! Mi divertirei un sacco da come ha descritto la festa… Per il voto, non si preoccupi… sicuramente prenderà il massimo o anche di più. Il modo in cui scrive è bellissimo ed è piacevole leggere i suoi testi e per quanto riguarda noi ragazzi, beh, direi proprio che non si deve preoccupare affatto!!! Noi siamo tutti con lei! Ormai ci siamo affezionati a lei e questo lei lo sa!

    Baci Baci

  3. Oh, grazie a tutti ragazzi. Naturalmente l’anno di prova l’ho passato. La mia relazione (con vostre foto e pezzettini dal blog) ha fatto furore. Ma niente voto: o ti rimandano indietro con un calcio o ti fanno proseguire. Mai saputo di nessuno che non abbia superato l’anno, però.

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