Notti


C’era un bel vento, ieri notte, che entrava dalla finestra. Sullo schermo brillava la mail dal titolo “gioia” e io continuavo a perdermi nel blog di Plettrude, a ritroso nella sua vita come si fa con un romanzo. A tratti mi sono sentita un po’ scomoda, per aver frugato così tanto nelle storie di qualcun altro, ma a tratti sono stata davvero bene. Vicina. C’era davvero un bel vento, ieri notte. E io ero ancora mezza scombussolata per la notizia appresa nel pomeriggio: scoprire che a settembre sarò ancora nella scuola dove ho insegnato quest’anno mi ha messo addosso uno strano struggimento. La scuola mi pare appena finita, tra poco già ricomincia perché un mese passa in un niente, e io finisco immersa in rivoli di nostalgia. Di che? Bah. Quel vento, appunto, ha finito per sollevare un sacco di musiche, di facce, di parole, di tutto quello che c’è stato negli ultimi mesi – soprattutto, negli ultimi mesi – e io avrei voluto tornare per un solo secondo indietro al momento, che ne so, dell’abbraccio dello sciamannone o almeno alle mie molteplici feste di compleanno, alle lettere ricevute, ai caffè presi. Sono stati bei mesi, che sono finiti. Che poi riprenderanno, seppure un po’ diversi. Ma intanto quelli lì sono di fatto perduti e chi li ripesca più.
Poi sono andata a letto ma la Nina piangeva. Allora l’ho presa e l’ho messa accanto a me e lei mi prendeva la faccia e se la tirava nel collo e a volte si metteva a sedere e diceva “tale!” [Natale] e “treno!” [treno], per colpa di quel film che abbiamo visto insieme strette abbracciate ieri pomeriggio. Poi si ributtava giù e mi ripigliava la faccia tirandosela dentro il collo, pigiandosela forte addosso senza sentir ragioni: non dovevo muovermi di lì. Ogni tanto apriva un occhio. Poi stringeva di più le mani intorno a collo e capelli e mi tirava ancora a sé. Io in quel momento mi sono sentita persa, preda di un amore assoluto, irragionevole, per cui avrei tranquillamente ammazzato chiunque fosse stato necessario ammazzare, se solo avesse provato a strapparmi di lì.

Nottiultima modifica: 2007-07-26T09:40:00+02:00da capecchi
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4 pensieri su “Notti

  1. Tanya, davvero. Sarà bello quando sentirò toc toc alla porta e vedrò arrivare i miei ex alunni a salutarmi, di fronte a quelli nuovi. Ho sempre sognato una cosa così. Ma non mi è mai capitato perchè ho sempre girovagato di scuola in scuola. Robba: Plettrude è fantastica, sì. Da perdercisi dentro per ore per capire tutti i molteplici intrecci.

  2. In effetti forse la mia vita – il mio blog, meglio – letti da fuori sono divertenti e strappalacrime, tragicomici, come ormai capita di dire sempre più spesso. beh, grazie! finalmente ho una connessione decente per leggermi anche un po’ del tuo archivio.

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