Una mano rubata

“Un tempo, una mano rubata: quello sciocco aveva ragione” mormorò la fanciulla. “Pure, è terribile che non si riesca a rendersi bene conto di questo: come rubata, a chi, a che, a quale ritmo o gioco? O forse tutto è tempo o mano rubata, tutto ciò che non è…?”.
“Vuoi dire che la felicità è una mano rubata? Via, è il nostro stato naturale, non l’hai letto?”.
Silenzio. L’alba aveva gettato la maschera, le vecchie pietre degli imperiali e fatali ruderi si imbiancavano al sommo.   

 (Tommaso Landolfi, Mano rubata, in Tre racconti)

 

Una mano rubataultima modifica: 2008-10-20T09:27:03+02:00da capecchi
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