Come si fa con lo sugar push

Fumi bassi si alzano dalle campagne. I rami neri degli alberi, bislunghi, si slanciano contro il celeste; e disegnano risposte, messaggi misteriosi, domande mai fatte. È tutto uno scivolare di piani e prospettive, sotto un cielo trasparente come solo a dicembre. Mi piacciono le mattine così, perché sembrano cristalli pronti a spezzarsi, che tuttavia puoi proteggere e curare. Mi piacciono … Continua a leggere

Il giorno del Ringraziamento su questo divano

Ho sempre pensato che il giorno del Ringraziamento fosse qualcosa che succedeva nei telefilm: il tacchino con dentro la testa di Monica e quello/i da graziare di CJ, le quattro cene in una sera e le foglie gialloarancio di Stars Hollow, lo schiaffo di Marshall e poi tutti in piedi per mano a casa di Dawson a dirsi grazie per. … Continua a leggere

L’Arno di notte

L’Arno di notte scorre lucido e silenzioso, luccicante di bagliori. Cammini sopra un ponte e annusi la notte, le sue voci; i passi che risuonano sulle pietre antiche. C’è una specie di sospensione del tempo che ci prende tutti per incantamento. Quante foto avremo fatto all’Arno di notte? Eppure non bastano mai. E nessuna veramente serve. Ma comunque le scattiamo, … Continua a leggere

Mi piacciono d’ottobre

Settembre è sgocciolato via da qualche parte. Odiato e inutile come tutti i settembre del mondo. Un’accozzaglia di giorni così poco estate e così poco autunno. Tiepidi come le incertezze e le amicizie quasi finite. O le cose che sbiadiscono. Non mi pare comunque che ottobre per adesso abbia una faccia migliore. Vado la mattina a scuola in una specie … Continua a leggere

Senza averne l’aria

Un colibrì l’altro giorno mi ha tagliato la strada. Trasvolava frullando a mezz’aria, facendo quel rumore che fanno appunto i colibrì: frrrrrrrrrrrr, ma inudibile. Era una mattina prima delle otto, quando scendo giù lungo la collina e oltre gli alberi intravedo pezzi di città bianca, luminescente. Oppure del tutto immersa nella nebbia. Era il momento quando suona il campanile di … Continua a leggere

In orbita

A un certo punto della notte il terrazzo dev’essere esploso. Partito in orbita con pergola bruciacchiata, piante arruffate e tutti noi sopra, lanciati verso la luna e in mezzo alle nubi che si sfilacciavano nel cielo. Tutto quello che è successo prima era fatto di scoppi di sorrisi e cubetti di ghiaccio che rotolano per terra. Il campanello non smetteva … Continua a leggere

A Salsomaggiore, sul finire degli anni Venti

L’ultima volta che ho visto Salsomaggiore era l’autunno del 1928. Un silenzio irreale avvolgeva le strade piene di foglie e si camminava ritagliati come cartamodelli da sartoria nel grigioverde di fine novembre. Apparentemente lo stesso novembre aveva, anche stavolta, preso per incantamento la città. Un’umidità compatta colava sopra gli alberi del viale e su scale silenziose che portavano chissà dove. … Continua a leggere

Quelli che son rimasti

C’è stato un momento in cui ascoltavo Fossati mentre fuori era buio e il teatro greco nascondeva le luci lontane di Oakland. Potevi nella notte vedere due occhi sgranati di cerbiatto, che ti fissavano. Un’apparizione misteriosa e struggente, nel silenzio, fra un’ombra e l’altra. Si restava con la bocca aperta, veniva da piangere e dirgli “Fermati, tu, che mi hai … Continua a leggere

La bici, i rami secchi e il giallo dei narcisi

Una strana rivoluzione capita da queste parti. Dal nulla sono diventata una che gira con un tappetino da yoga arrotolato in spalla; una che cerca la sua bici bianca giù in cantina, pensando di usarla. Chissà. Forse l’odiata primavera, forse la pesantezza di certe giornate piene di tutto ha portato qua di fronte, concreta, la voglia di linee semplici, di … Continua a leggere

La città in cui le strade sembrano non finire mai

La notte vista dal Griffith Park non si può spiegare. È infinita e lunghissima. Luccicano milioni di strade, laggiù in fondo; puntini intermittenti, storie, rincorse, tristezze. Vite intere che s’accendono e si spengono, brillano lontane nel buio e nel fresco magnifico della sera di Los Angeles. Prendi una giacca, ma leggera. Anche un foulard basterà, non preoccuparti. Avvolgitelo intorno al … Continua a leggere