Lauzi, Bernardo e la chitarra

Oggi è una giornata di vento. L’odore pieno del dolce al cioccolato preparato per stasera s’aggira per casa come cosa viva. E ascolto Back to jazz, quel disco di Bruno Lauzi che mi piace davvero molto: vecchi standard e tre suoi inediti. Laddove, tanto per ribadire, l’italiano col jazz si sposa, tipo in quella strepitosa Diano Marina, che canta la … Continua a leggere

Staje luntana da stu core

Scrive sempe e sta’ cuntenta: io nun penzo che a te sola, nu penziero mme cunzola, ca tu pienze sulamente a me. Ohi vita… [L’autunno langue – il verbo è morto. Tornerò, tornerò. Abbraccio tutti i gentili ostinati ospiti delle mie stanze.]

Ippogrifi e sassofoni

Silenzio, buio, porte che si spalancano di luce, uuuuamm!, la sagoma nera che resta immobile e poi avanza, cammina piano, si ferma al centro del palco, porta il soprano alle labbra e suona. E se suona. Per inciso c’era anche Massimo Wertmuller che leggeva alcune pagine del Furioso sulla pazzia d’Orlando. Ma più che altro c’era lui, Claudio Carboni, sassofonista, … Continua a leggere

Gira che ti rigira o “Certo come sapeva fare le feste lui…”

Traballante sono arrivata allo schermo nel mio sabato sera di lavoro. Le consegne della grammatica incalzano e io son sempre alla morfologia; all’inizio della morfologia – il nome, per la precisione (e proprio, comune, concreto, astratto, individuale, collettivo e via e via e via). Ma traballante, dicevo, di fronte allo schermo. Causa bottiglia di vino bianco presa ad agosto in … Continua a leggere

Folti baffi grigioneri

Spinta dal post di Robba – che si è svegliata turbata per aver sognato me a convivere con redattore rosso di chioma, dentro villa immersa in “foresta tropicale tagliata all’italiana” – mi vedo costretta a rivelarvi cos’ho invece sognato io. Non volevo farlo, ma adesso è necessario confrontare le rispettive attività oniriche e rassicurarsi reciprocamente, almeno un po’, sul fatto … Continua a leggere